Intervista a Veronica Gentili

veronica gentili relatrice wmt2018

Ecco Facebook visto dagli occhi di colei che lo utilizza tutti i giorni come un potentissimo strumento di Marketing.


D: Oggi volevo farmi una chiacchierata con te su un argomento nel quale sei considerata la numero uno in Italia, il Facebook Marketing. Vorrei capire come un imprenditore possa sfruttare Facebook per il suo business e considerata la tua esperienza chi e come dovrebbe usare il marketing su Facebook.

R: Posso dirti che per la mia esperienza quasi chiunque abbia un’attività commerciale ma anche associativa o formativa si trova nelle condizioni di poter ottenere dei grandi risultati in termini commerciali con il Facebook marketing.

Questo riguarda anche Università, Enti e più in generale tutti coloro che sanno o ipotizzano che la loro buyer persona possa essere presente su Facebook. In questo caso questi ultimi possono certamente pensare di poterla raggiungere ed accompagnarla all’acquisto.

D: Quindi il Facebook marketing non dobbiamo pensarlo ad uso esclusivo di chi ha un sito di e-commerce.

R: Esatto. Il fatto che 34 milioni di italiani siano su Facebook (oltre il 70% degli italiani che usano il web) indica che in genere il cliente medio è all’interno di questa platea. Ora, c’è da dire che non tutti gli imprenditori e gli stessi settori hanno le medesime opportunità ma di certo ce ne sono alcuni che riescono ad ottenere dei risultati molto buoni.

Sembra incredibile ma ti assicuro che ho dei clienti che hanno ottenuto un guadagno elevatissimo: 1 a 20 in percentuale sull’investimento.

34 milioni di italiani sono su Facebook (oltre il 70% degli italiani che usano il web)

D: In che ambito? In che settore di mercato?

R: Nella formazione, quindi corsi online. Sul web è tutto misurabile a differenza di quando vendi offline. Su Facebook ad esempio funziona molto bene il settore degli eventi e la relativa vendita di biglietti, ma anche settori completamente differenti come gli integratori alimentari o il fashion. Pur essendo diversi questi settori rendono infatti molto bene.

Gli ambiti influenzati e che possono trarre vantaggio dal Facebook Marketing sono davvero tanti. Io lavoro molto nel B2B in termini di Lead Generation. In questo frangente lavoriamo per acquisire contatti e poi finalizzare all’acquisto. Ti garantisco che si possono avere dei risultati molto interessanti: bisogna però vedere quali sono le variabili in gioco, come in tutte le cose.

D: Chiaro, ma… volendo andare al dunque, in media,  si deve investire parecchio?

R: Questa è una domanda interessante: no! (Ride, NdR) Non è detto, perché io lavoro sia con grandi aziende che investono centinaia di migliaia di euro a bimestre che con piccole e medie imprese che spendono appena cento o duecento euro al mese. Molto spesso anche con piccoli budget riesci ad ottenere grandi risultati.

facebook marketing statistiche

Tutto va commisurato a quali risultati una persona voglia ottenere, qual è il costo medio del prodotto o del servizio o il ciclo di acquisto . Insomma,  un conto è vendere un gelato un conto è vendere una macchina: come capirai bene sono dinamiche completamente diverse.

D: Senti, ma il GDPR obbligatorio da quest’anno secondo te inciderà sul business dei piccoli imprenditori?

R. La privacy e le normative ad essa collegate sono un argomento molto delicato, posso dirti che già ora Facebook – dopo i vari scandali a riguardo – ha cambiato alcuni algoritmi. Già ora alcuni dati in chiaro sugli utenti non sono più visibili, tanto che  spesso non riesci a capire perfettamente quanti utenti stai raggiungendo.

Per rispondere alla tua domanda, in questi casi sono sempre i piccoli imprenditori a pagare lo scotto perché le grandi aziende hanno i loro database e possono permettersi avvocati per gestire le questioni burocratiche giornalmente.

D: Chiaramente. Senti Veronica, hai notato anche tu ultimamente un incremento di esperti di social media manager? Sai… ci sono persino scuole online che vendono la promessa di trasformare gli aspiranti in esperti in soli due giorni.

R: Si, è chiaro. Ci sono degli improvvisati.

D: Invece, un Social Media Manager serio cosa fa?

R: Un Social Media Manager serio ha studiato e ha fatto esperienza. La differenza la fa la pratica dato che in questo campo non essendoci un albo chiunque può svegliarsi la mattina e trasformarsi in Social Media Manager.

In realtà è una figura professionale che sta diventando sempre più complessa e addirittura si sta dividendo e socializzando a seconda della tipologia di lavoro della quale si occupa.

C’è il Social Media Analyst che si occupa della parte dell’analisi pura dei dati, il Community Manager che gestisce appunto la community, il Social Media Advertiser che si occupa proprio della parte pubblicitaria, l’Editor che si occupa del controllo e della gestione dei contenuti.

Il Social Media Manager è una figura che può essere molto complessa, in una grande azienda ci saranno molte divisioni per ciascun ambito mentre nella piccola impresa ci sarà solo una figura che si occupa di tutti gli aspetti.

D: A livello invece di contenuti, pensi che il Video avrà sempre più rilevanza su Facebook?

R: Assolutamente si, perché tutto si muove sull’ambito video e l’utente medio fruisce sempre di più del video, ne è interessato e per esperienza ti posso dire che è qualcosa che aiuta molto nelle conversioni. Ci sono addirittura delle previsioni secondo le quali nei prossimi 5 anni la sezione notizie di Facebook conterrà solo video.

È già un dato di fatto.

frase di veronica gentili

D: Ho capito, quindi bisogna necessariamente andare in quella direzione.

R: Si, se si vuole fare del marketing su Facebook fatto bene che porti a dei risultati.

D: E quando e quanti post pubblicare su Facebook? C’è una regola da seguire?

R: Non c’è una cifra standard, si usa il buon senso e dipende molto del settore. Ho lavorato anche nel campo editoriale e in quel caso si è arrivati a pubblicare anche 120 post di news al giorno. L’azienda media dovrebbe focalizzarsi sulla qualità e fare due o tre post a settimana, magari mettendo un po di budget per sponsorizzarli altrimenti è difficile che qualcuno possa vederli.

D: La sensazione che ho avuto io è che se non hai un volume di fan che supera i 100.000 riesci a far poco.

R: Ma anche se i fan sono di più di centomila, si raggiunge sempre e solo una percentuale bassa (5%-8%) quindi bisogna sempre sponsorizzare il post se si vogliono ottenere dei risultati.

D: Facebook da un certo punto di vista sembra saturo.

R: Si, abbastanza saturo direi.

D: persino i marketer di Facebook hanno il problema della gestione degli spazi non trovi?

R: Questo è un dato di fatto, fino a sei anni fa era completamente diverso. Oggi la sezione “notizie” di Facebook è satura e dato che Facebook intende ovviamente monetizzare fa (e continuerà) a far pagare le aziende che vogliono avere visibilità.

D: Ma un player come Facebook, leader assoluto nel suo mercato, potrà mai perdere delle quote o essere scavalcato da nuovi player?

R: Non lo possiamo sapere, potrebbe succedere ma c’è da dire che Facebook negli ultimi anni ha diversificato di molto la sua attività. Oggi  possiede Instagram, Whatsapp, ha implementato su Instagram delle funzioni che aveva Snapchat, tuttavia bisogna vedere come reagirà in futuro non solo in ambito tecnologico ma anche sociologico cioè se saprà continuare ad intercettare quello che la gente vuole.

D: Instagram vs Facebook? O sono complementari?

R: Instagram è un social ad altissima crescita e sta implementando una serie di strumenti business-oriented, il marketing non può più prescindere da Instagram e deve integrarlo negli investimenti fatti su Facebook.

D: Non c’è meno interazione su Instagram? Come lo fai il marketing con Instagram?

R: Instagram ha gli stessi formati pubblicitari di Facebook, quindi puoi promuovere i post i video o l’immagini come fai su Facebook. Vero è che Instagram è più un social di ispirazione e quindi è più indicato per i giovanissimi. Recentemente ho fatto una campagna di lead generation su Instagram con target 13enni dopo aver visto che il costo per acquisizione era nettamente migliore rispetto a Facebook. È andata benissimo.

Tutto quello che riguarda il fashion, il beauty e visual appealing con Instagram funziona bene. È più difficile per altri settori tradizionali dove invece Facebook può portare risultati. Facebook tra tutti i social è indubbiamente il più generalista.

D: I gruppi sembrano essere un settore dove Facebook voglia investire molte risorse.

R: Considera che Facebook ha cambiato proprio la sua mission. Ora sostiene che vuole rendere le community ancora più vicine tra loro e i gruppi stanno giocando un ruolo fondamentale. Stanno organizzando dei summit per gli amministratori dei gruppi. Secondo me sono il presente e il futuro immediato di Facebook. Sicuramente uno strumento da tenere d’occhio.

D: Ma un piccolo imprenditore come può riuscire da solo a gestire il suo marketing su Facebook visto che oltre all’investimento pubblicitario si deve occupare anche dei post, dei gruppi e di tutto il resto?

R: Secondo me non può, te lo dico chiaramente. Non può perché un imprenditore piccolo non può gestire da solo tutta questa mole di cose da fare pensando di riuscire a farlo bene. Quindi deve imparare a delegare alcuni aspetti e capire se vale la pensa investire in alcuni settori.

Se lo stesso imprenditore valuta che per la sua attività Facebook necessita di un investimento, deve affidarsi necessariamente ad un professionista. In caso contrario il rischio di vedere i suoi investimenti vanificati sarà altissimo.

D: Infatti, diciamo che forse quello che hanno introdotto i social è far capire l’importanza e la necessità di una pianificazione strategica per fare business. Non è più come prima. Oggi non puoi aprire un negozio e andare avanti per tentativi.

R: Esatto, aggiungo che nell’era della sovrabbondanza dove c’è di tutto stare attenti a questi aspetti diventa fondamentale. Non è più il periodo delle vacche grasse. Quello nel quale qualsiasi attività commerciale funzionava a prescindere, ora complice la crisi e la complessità del mercato bisogna diversificare oppure il rischio è quello di soccombere.

D: Sai che molte attività commerciali hanno solo la pagina Facebook e non hanno più il sito?

R: Questo però è un rischio, io lo dico sempre alle piccole imprese perché non bisogna mai dimenticare che Facebook non è uno spazio proprietario ma un luogo privato dove ogni giorno cambiano le regole. Non si deve fare l’errore di scambiare Facebook per internet o per il mondo digitale perché in termini di impresa può essere molto pericoloso.

Una pagina Facebook non può raccontarti nel dettaglio cosa sei e quello che fai per quanto ci siano le sezioni. Non si può delegare tutto alla pagina Facebook e dimenticare l’apporto che può dare la SEO al business per esempio.

D: Prendo spunto dal tuo libro Facebook Marketing Plan per chiederti come ultima domanda se ti è mai capitato che un cliente ti chiedesse una strategia di marketing su Facebook senza avere un sito o con un sito non posizionato correttamente.

R: Non sai quante volte è successo! Ma Facebook è un canale che per funzionare deve essere inserito in una strategia più ampia.

D: Quindi per fare marketing su Facebook devi essere già forte in termini di brand e posizionamento organico.

R: Devi essere già forte su quelli che sono i canali che incidono sulla scelta del tuo cliente. Possono essere anche offline per alcuni settori, in ogni caso non si può pensare che Facebook sia l’unico canale dove essere presente e investire.

D: Saluto Veronica con la promessa di rivederci a luglio in Sardegna per il WMT dove sarà una delle relatrici. Ci vediamo li!

About Stefano Marini

Stefano MariniStefano Marini è CEO di Small Business Italia, il magazine delle start up e delle pmi.

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