TED: le ragioni di un successo globale

approfondimento caso studio ted di vanina basilli copywriter

Breve storia del fenomeno TED: dal flop degli anni ’80 alla notorietà inarrestabile

A volte, mi succedeva di sentirmi scoraggiata, demotivata e priva di ispirazione.
Che si trattasse del lavoro o delle mie passioni, mi capitava di pensare “non ne vale la pena”.
Era una sensazione sgradevole, che faticavo a scrollarmi di dosso e mi induceva all’inerzia.

Da qualche tempo a questa parte, ho trovato la soluzione: TED.
TED mi capisce, mi conforta, mi ispira.
Offre risposte, propone soluzioni, coinvolge e soprattutto motiva all’azione.

TED non è un mio amico e può aiutare anche te.

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Immagine: https://www.ted.com

Cos’è TED?

TED è molte cose allo stesso tempo: un’azienda no-profit che organizza conferenze, un circuito internazionale di eventi, una piattaforma web di video fruibili gratuitamente.
Più di ogni altra cosa, però, è una filosofia del fare.

Iniziamo da principio.
Nel febbraio del 1984, Richard Saul Wurman, architetto e graphic designer, e il suo assistente Harry Marks, organizzano a Monterey, California, una conferenza per parlare di tre tematiche a loro avviso cruciali in quegli anni: tecnologia, intrattenimento e design.
In inglese: Technology, Entertainment, Design. TED.

“Mi accorsi che nel 1984 si stava delineando una convergenza tra tecnologia, industria dell’intrattenimento e professioni del design, ma nessuno si accorgeva che stavano crescendo insieme”

Wurman vuole che la conferenza sia innovativa e la prima di un ciclo: raggiunge il primo obiettivo, ma non il secondo (per il momento).

L’idea di rottura è invitare i maggiori pensatori e studiosi del mondo nei tre settori sopracitati a parlare delle innovazioni in corso nei relativi campi.
E di non farli parlare per più di 18 minuti ciascuno.
Un format mai visto, né sperimentato.

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Richard Saul Wurman – Immagine: https://www.wurman.com

I relatori parlano in piedi, senza essere introdotti da nessuno, senza supporti fisici a dividerli dalla platea, per garantire uno scambio e un’interazione alla pari con il pubblico.

Non possono leggere un discorso preparato, né fare affidamento su slide proiettate alle loro spalle (al massimo qualcuna, e il più semplici possibile).

La parola d’ordine è: evitare la noia.
In caso di discorso noioso o eccessivamente lungo, Wurman si riserva il diritto di piazzarsi fermo in piedi dietro l’oratore, come a dire “stringi, il tuo tempo è scaduto”.

“Imparare significa ricordarti cosa ti appassiona”

Non ci sono grandi lavori di pianificazione o prove generali: gli speakers si alternano su un semplice palco e parlano alla platea per il tempo prestabilito.

Wurman sceglie oratori brillanti, in grado di coinvolgere il pubblico e di rendere comprensibili e accessibili argomenti solitamente discussi fra le pareti delle istituzioni scientifiche e accademiche.

Tra loro figurano Steve Jobs (che non interviene direttamente, ma porta tre Macintosh – il primo computer Apple uscito in commercio pochi giorni prima – per farli provare alle persone per la prima volta in assoluto) e Mickey Schulhof (presidente della Sony) che presenta il primo compact disc della storia.

Quella prima TED Conference non va molto bene: i 300 spettatori, perlopiù colleghi o amici di Wurman, rimangono piacevolmente colpiti dai relatori, ma le risorse economiche raccolte non consentono di poter continuare con successive edizioni.

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Immagine: https://www.americanexpress.com/us/small-business/openforum/articles/richard-saul-wurman-teds-founder-discusses-how-it-all-began/

Solo nel 1990, Wurman riesce ad organizzare il secondo evento TED e stavolta fa strike.
A Monterey, si raduna un pubblico molto più ampio e variegato.

È l’inizio di una inarrestabile serie di conferenze organizzate in quasi tutto il mondo (America, Europa, Asia, Australia): le cosiddette TED Conferences, la più importante delle quali si svolge a Vancouver, Canada, con cadenza annuale: 5 giorni di dibattiti per 1800 partecipanti.

Le tematiche oggetto di discussione si sono nel corso degli anni notevolmente ampliate, arrivando ad abbracciare psicologia, scienza, finanza, arte, musica, educazione, sport, benessere, architettura, diritti umani e sfide globali.
I relatori provengono dalle comunità e discipline più disparate: tra i più famosi l’ex presidente americano Bill Clinton, i co-fondatori di Google Sergey Brin e Larry Page, il fondatore di Microsoft Bill Gates, la rockstar leader degli U2 Bono Vox, giusto per citarne qualcuno.

La mission di TED

La missione alla base di TED è riassunta nel motto: “Ideas Worth Spreading”, letteralmente “Idee che vale la pena diffondere”.

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Immagine: https://paindoctor.com/ted-talks-on-health/

L’ideatore di questo conciso ed efficace slogan è Chris Anderson, che ha sostituito Wurman alla direzione di TED nel 2002, quando la sua fondazione no-profit The Sapling Foundation ha acquistato il marchio.

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Chris Anderson – Immagine: https://blog.ted.com/chris-anderson-is-writing-the-the-official-ted-guide-to-public-speaking/

È sotto la guida di Anderson che il marchio si è strutturato, ampliato e reso riconoscibile.
Palco minimalista, disco rosso entro il quale i relatori si muovono mentre parlano, logo rosso a caratteri cubitali, maxi-schermo: questi pochi elementi costituiscono l’impalcatura fisica di ogni TED.

L’impatto visivo è davvero efficace.

Nel corso degli ultimi quindici anni, TED ha prodotto dibattiti di grande ispirazione ed eco internazionale.
I cosiddetti TED Talks sono disponibili gratuitamente online: puoi accedere liberamente ad un enorme database di contenuti video, tradotti nella tua lingua, su qualsiasi argomento tu desideri (o quasi), a costo zero.

Non stupisce che TED sia diventato un brand dal valore di milioni di dollari.

Qualche dato può farti comprendere meglio la crescita vertiginosa dell’azienda:

  •  oggi il sito TED.com ospita più di 2800 TED Talks;
  •  i TED Talks vengono visti in tutto il mondo con una media di 17 visualizzazioni al secondo;
  •  i visitatori online sono passati da 2,3 milioni nel 2006 a 2,3 miliardi nel 2016;
  •  il TED Talk più visto di sempre ha 51 milioni di visualizzazioni;
  •  il prezzo di acquisto nel 2002 è stato di 6 milioni di dollari;
  •  oggi ne vale 65 milioni!
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Immagine: https://it.businessinsider.com/dopo-un-avvio-complicato-la-ted-conference-e-diventata-una-forza-inarrestabile-da-milioni-di-dollari-quale-sara-il-suo-futuro/

Chi può parlare agli eventi TED?

Il team di TED accetta la candidatura di un relatore, nel caso in cui il suo intervento presenti 3 caratteristiche fondamentali:

  • una nuova prospettiva per guardare il mondo;
  • una soluzione intelligente ad un problema specifico;
  • una forte carica motivazionale.

Il principale intento di TED è ispirare le persone, motivarle all’azione, trasmettere entusiasmo e coraggio per “fare” qualcosa.

Sempre di più, ormai, essere accettato tra i relatori di un evento TED significa dare una svolta alla propria carriera e iniziare ad essere considerato un esperto nella propria area di competenza.

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Immagine: https://blog.ted.com/what-if-the-talks-of-tedups/

Dove si svolgono i dibattiti TED?

Come già accennato, oggi le TED Conference vengono organizzate in tantissime città, ma la principale si tiene una volta l’anno in Canada, a Vancouver.

I 1800 partecipanti godono dell’opportunità di partecipare a 5 giornate di incontri con relatori più o meno famosi.

Il costo non esattamente economico per assistere ad una TED Conference (il biglietto dell’ultima, nel 2017, costava 8.500$) genera da tempo non poche polemiche, ma non per questo la filosofia del “cambiare il mondo con idee di valore” viene tradita, anzi.

Anderson ha dichiarato che proprio gli introiti delle conferenze permettono all’azienda di investire decine di milioni di dollari l’anno su un sito che offre gratuitamente simili contenuti in tutto il mondo.

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Immagine: https://www.theverge.com/2013/4/1/4171660/ted-withdraws-support-for-upcoming-tedx-event-not-solid-science

Proprio per diffondere senza confini la forza di idee innovative e stimolanti nasce il progetto TEDx.
I TEDx sono eventi a marchio TED organizzati in varie città del mondo in modo del tutto autonomo e indipendente dall’azienda, previa autorizzazione della sede centrale.

Per organizzare un TEDx, ci sono solo delle semplici linee guida da rispettare: esibire il logo TED sul palco, non far durare gli interventi più di 18 minuti ciascuno, non associare altre conferenze all’evento (che deve durare un giorno al massimo), possedere licenza CreativeCommons.
In Italia si sono svolti numerosissimi TEDx a partire dal 2010.

Perché tanto successo?

TED è un brand ormai celebre e conosciuto in tutto il mondo.
La filosofia che anima il progetto è certamente la più anti-elitaria e romantica che si possa immaginare: cambiare il mondo con idee che ispirino le persone a pensare e ad agire.
Un’ambizione non da poco. Come realizzarla?

TED scommette tutto sull’abilità e sull’umorismo degli oratori che vengono invitati sul palco: devono essere capaci di suscitare quelle che Wurman definisce le 5C: curiosità, convergenza, connessione, comunicazione, comunità.

“Benvenuti alla cena che ho sempre voluto organizzare”
(Richard Wurman)

Per questo, il clima che Wurman si augura per le sue conferenze è rilassato, di condivisione, di scambio, di risate: come quello che si respira ad una cena tra amici.

Indubbiamente, la brevità imposta agli interventi (massimo 18 minuti per ognuno) è un’ottima strategia per mantenere alta la soglia di attenzione di chi ascolta, specialmente in un mondo in cui siamo sempre meno capaci di gestire il flusso ininterrotto di informazioni da cui siamo tartassati.
18 minuti, o meno, per ascoltare un’idea espressa in modo semplice ed innovativo: la trovata è irresistibile.

Le “chiacchierate” a marchio TED sono interventi di alta intensità e ispirazione, emozionanti, ironici, strutturati in modo lineare e chiaro.
Sono pillole di conoscenza, guide per orientarci all’azione, bussole che ci aiutano a ritrovare il nostro nord smarrito.

“Le idee non hanno mai avuto così tanta importanza”
(Chris Anderson)

Ti lascio con il link ai 25 TED Talks più visti di sempre: buon binge watching…lasciati ispirare!

About Vanina Basili

AvatarVentottenne fiorentina, sono laureata in Strategie della Comunicazione Pubblica e Politica. Fin da piccola coltivo la passione per la scrittura.
Oggi mi occupo di Seo Copywriting, l'ultima frontiera della creazione di contenuti sul web per migliorare la visibilità delle aziende nel mondo digitale.

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